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    Spiagge Lerici, scatta il ricorso (5 May 2017)

    Spiagge Lerici, scatta il ricorso: “Regione non può dare concessioni a Comune”

    Il Tar ne discuterà il 31 maggio prossimo. Offensiva portata avanti dai legali dell’ex presidente della Lerici Mare, Gianni Pucci.

    Spiagge Lerici, scatta il ricorso: `Regione non può dare concessioni a Comune`

    Golfo dei Poeti - Annullamento, previa sospensione, del bando per l’affidamento delle spiagge di Lerici, del relativo atto di indirizzo, del provvedimento con cui la Regione rilascia al Comune lericino le concessioni demaniali marittime (dal 2017 fino al 2026) per le spiagge libere attrezzate; e ancora, annullamento previa sospensione della decisione di Piazza Bacigalupi di rigettare la domanda di concessione marittima demaniale formulata dall’ex socio e presidente della Lerici Mare, Gianni Pucci; e ancora l’annullamento parziale del Pud (Piano di utilizzazione delle aree demaniali) e delle ‘Linee guida per le spiagge libere attrezzate’, varati rispettivamente dal consiglio regionale nel 2002 e dalla giunta Biasotti nel 2004. Questo, in estrema sintesi, chiede il ricorso al Tar presentato depositato nei giorni scorsi dai legali del menzionato Pucci. Il ricorso, notificato anche a Regione e Comune, sarà discusso il Camera di consiglio il prossimo 31 maggio.

    Un’offensiva legale corposa e ramificata, che prende le mosse dalla richiesta invano formulata lo scorso marzo da Pucci al Comune affinché fosse indetta gara a evidenza pubblica per il rilascio (dalla Regione) dell’area demaniale marittima ‘Venere azzurra 1′ (di cui Pucci è già stato concessionario), una delle sette spiagge. Secondo il ricorrente, il rilascio in via diretta al Comune delle concessioni (che Palazzo civico intende affidare a privati grazie al famoso ex art. 45 bis del Codice della navigazione) è una procedura “in difetto di qualsivoglia procedura a evidenza pubblica, non appare rispettosa dei principi di concorrenza, non discriminazione e tutela dell’iniziativa economica privata”. Un argomento a difesa del quale i legali menzionano la sentenza emessa il 14 luglio 2016 dalla Corte di Giustizia europea che, per esempio, segnala come la proroga automatica di autorizzazioni relative allo sfruttamento economico del demanio marittimo ostacoli una procedura di selezione trasparente. Come accennato, il Comune ha detto no a Pucci, facendo leva su quei passaggi del Pud e delle Linee guida che il ricorso chiede di annullare. Righe che, per i ricorrenti, forniscono all’ente pubblico una sorta di esclusiva, tuttavia superata, in particolare dalla già richiamata sentenza della Corte di Giustizia. Il punto di partenza, quindi, è che il Comune di Lerici “allo stato attuale di evoluzione dell’ordinamento ‘comun-italiano’ non poteva ottenere dalla Regione Liguria, per di più senza alcun procedimento comparativo regolato dai principi di pubblicità, trasparenza e imparzialità, la concessione demaniale”. E ancora, secondo gli avvocati “ci troviamo di fronte a un’interposizione illegittima del Comune che pretende di svolgere in esclusiva un’attività di impresa economica che deve essere esposta alla concorrenza”.
    Va detto che il provvedimento di rilascio delle concessioni marittime demaniali dalla Regione al Comune – non a caso nel ricorso si parla di provvedimento “di incognito numero e data” – i legali non sanno (essendoci il bando, certo, lo presumono) se sia cosa fatta. Tant’è che nella parte finale del ricorso si legge che “qualora poi, al momento della notifica del presente ricorso la Regione Liguria non avesse ancora rilasciato al Comune di Lerici la concessione demaniale marittima che gli atti impugnati presuppongono, ci troveremmo in una situazione ove il bando comunale qui impugnato sarebbe frutto di una attività comunale in ulteriore violazione del principio di legalità formale e sostanziale, [...] e che comunque difetterebbe del suo indispensabile, seppure invalido, presupposto rappresentato da un provvedimento concessorio del bene”.

    Insomma, gli atti impugnati sono ritenuti un chiaro vulnus. Sia “all’ordinamento eurounitario della concorrenza”, sia “alle aspettative imprenditoriali del ricorrente che sono protette da tale ordinamento”. Il ricorso, quindi, chiede innanzitutto, prima di arrivare a all’eventuale annullamento degli atti impugnati, una sospensione cautelare degli stessi per evitare una “lesione irreversibile degli interessi azionati, poiché lo svolgimento della gara creerà una situazione di fatto difficilmente modificabile”.

    Un anno dopo aver espresso parere contrario allo scioglimento della Lerici mare (pur individuando situazioni bisognose di robuste correzioni all’interno della partecipata), il Tar tornerà a occuparsi delle spiagge di Lerici per un ricorso il cui successo sfilerebbe la sabbia da sotto i piedi al Comune e a quelli che a breve potrebbero diventare i nuovi concessionari.

    Venerdì 5 maggio 2017

     

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