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    Linee guida? Valutare revisione (4 May 2017)

    Lerici, Scajola promuove il bando spiagge: “Linee guida? Valutare revisione”

    La risposta dell’assessore regionale all’interrogazione dell’opposizione benedice l’atto dell’amministrazione Paoletti. Ma le frecce all’arco della sinistra non sembrano finite.

    Lerici, Scajola promuove il bando spiagge: `Linee guida? Valutare revisione`

    Golfo dei Poeti - Non ha colto nel segno l’interrogazione promossa in Regione Liguria dai consiglieri Francesco Battistini (Libera Mente Liguria) e Gianni Pastorino (Rete a Sinistra), sottoscritta anche dal Pd, relativa al bando – chiusosi venerdì scorso; apertura delle offerte sabato prossimo – per l’affidamento a privati delle sette spiagge libere e attrezzate di Lerici. I consiglieri hanno raccolto le perplessità della minoranza lericina, convinta della non conformità del bando emanato dall’amministrazione Paoletti alle ‘Linee guida per le spiagge libere e libere attrezzate’, approvate dalla Regione nel 2004. La risposta scritta fatta pervenire dall’assessore regionale al demanio Marco Scajola non solo sostiene che sia tutto liscio, ma va addirittura a ipotizzare una ristrutturazione delle menzionate linee guida, considerate uno “standard” rispetto al quale sono possibili “discostamenti laddove la relativa applicazione non sia in contrasto con finalità della gestione pubblica del demanio marittimo”.

    In merito all’atto di indirizzo che, a inizio marzo, ha fatto da preludio alla promulgazione del bando, Scajola sostiene non ci siano “elementi di palese contrasto” con le linee guida. L’atto identificava come criterio di aggiudicazione degli arenili il massimo rialzo sulla base d’asta; tuttavia, il criterio comparso nel bando è quello dell’offerta più vantaggiosa, e a una valutazione economica ne affianca una di natura tecnica.

    Nella sua nota l’assessore, poi, tocca il tema dei corrispettivi posti a base d’asta dal Comune, nettamente superiori ai canoni demaniali. Il surplus richiesto da Palazzo civico segue una logica che Genova approva. “Le specifiche finalizzazioni dei proventi [...], aggiuntivi rispetto al canone di concessione – scrive Scajola -, in quanto relative alla conservazione e al miglioramento del demanio marittimo e della sua fruizione pubblica, sebbene non espressamente contemplate dalle Linee guida regionali, non ne costituiscono violazione; tali modalità sono infatti già state utilizzate da altri Comuni liguri nelle gare indette per l’assegnazione di spiagge libere attrezzate”. Qua la polemica dell’opposizione di innesta sul fatto che le ‘Linee guida’ dicono che – eccezion fatta per casi che esulano dal quadro lericino – il corrispettivo richiesto dal Comune non può essere superiore al canone demaniale.

    E ancora, la contestata durata delle concessioni (nove anni), per l’assessore regionale – che sparla sulla scorta dell’istruttoria del Servizio di tutela del paesaggio e del demanio marittimo – “appare del tutto congrua rispetto agli investimenti necessari per il riallestimento delle spiagge libere attrezzate”.

    Scajola conclude sostenendo che le ormai famose linee guida “possono essere oggetto di aggiornamento per tener conto dell’evoluzione della disciplina e delle problematiche che emergono nella sua applicazione; nel caso specifico da tempo infatti i Comuni lamentano che, non traendo nessun utile dalla gestione del demanio marittimo a suo tempo trasferito loro dalla Regione, non riescono a far fronte alle spese di gestione che il trasferimento ha comportato, oltre a non riuscire a finanziare interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle aree demaniali marittime, e non ultimo a vigilare con delle postazioni di salvataggio sulla sicurezza della balneazione. In considerazione di ciò è mia intenzione valutare una revisione delle Linee Guida”.

    Giovedì 4 maggio 2017

     

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