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    Lerici si riprende Barbazzano e Portesone (28 gennaio 2014)

     

    Dal medioevo ai fantasmi, Lerici si riprende Barbazzano e Portesone

    Accordo tra il Comune e la Curia. Sviluppo agricolo e turistico gli obiettivi, da centrare anche con la strada della ricettività diffusa.

    Dal medioevo ai fantasmi, Lerici si riprende Barbazzano e Portesone

    Golfo dei Poeti – Un tempo i loro nomi erano associati al distretto della Curia di Ameglia ed erano la testimonianza del potere del vescovo che comandava sia sul borgo di Barbazzano che sulla corte di Portesone, conglomerati di case collocati lungo la mulattiera che spezzava in due il promontorio del Caprione e conduceva agli appezzamenti coltivati a ulivo e puntinati di greggi al pascolo.
    Con il trascorrere dei secoli le 14 case in pietra di Portesone e quel che resta del borgo fortificato di Barbazzano sono stati abbandonati e la vegetazione li ha ricoperti in maniera sempre crescente. Trasformandoli in paesi fantasma, visitati ogni tanto solamente da qualche camminatore.

    Ma adesso qualcosa sta per cambiare.
    Il Comune di Lerici prenderà in concessione dalla Curia il sito di Barbazzano. E’ in programma nella giornata di domani la firma dell’accordo fra la Curia della Spezia e l’amministrazione, che per dieci anni “avrà in consegna” a titolo gratuito, un’area dal grande valore storico e culturale.
    “Si tratta di un’operazione molto importante – afferma il sindaco Caluri –che rientra a pieno titolo nel progetto più complessivo di recupero e promozione della pregiata area collinare del nostro territorio, di grande importanza strategica sotto il profilo ambientale e turistico. A questo proposito, fra i progetti rientra anche quello di spostare il frantoio da Carbognano alla Località Redarca. La nuova collocazione consentirà di disporre di spazi adeguati per sviluppare non solo l’attività di frangitura, ma di allargare il progetto ad altri aspetti quali la creazione di un laboratorio di degustazione, una terrazza per esposizioni e incontri in cui promuovere la coltivazione dell’ulivo. Componenti decisamente in linea con lo sviluppo turistico ed economico del nostro territorio, sempre più volto alla destagionalizzazione. Pensiamo ad un progetto per organizzare percorsi dedicati all’olio, con luoghi di ristoro per la degustazione e momenti di incontro, ritornando così anche a muovere l’interesse verso la coltivazione dell’ulivo, che nonostante sia particolarmente fiorente nelle nostre colline, ha subìto negli anni una battuta d’arresto.
    Fra i nostri interessi anche il sito di Portesone, nel cuore del Parco di Montemarcello Magra, nella zona collinare di Tellaro, che intendiamo valorizzare sotto il profilo ambientale e paesaggistico.
    In proposito abbiamo già preso contatti con la proprietà per rilanciare il progetto dell’albergo diffuso, che offra ai turisti accoglienza, assistenza, ristorazione e servizi, e che al tempo stesso punti alla centralità dei borghi e al mantenimento del valore testimoniale dei luoghi, rianimando i centri storici con iniziative e stimolando i produttori locali, considerati la componente chiave dell’offerta. Grazie all’autenticità della proposta e alla vicinanza delle strutture che lo compongono, un albergo diffuso riesce a proporre più che un soggiorno, uno stile di vita, e una formula turistica alternativa, spendibile accanto a quelle più tradizionali. Si tratta di un segmento in crescita anche nel nostro territorio, sul quale abbiamo investito anche con una promozione sulle riviste specializzate.
    Abbiamo riallacciato fra l’altro anche i contatti con la ex Fin Tecna, ora Italia Turismo, per il recupero di Vallestrieri, riprendendo un vecchio progetto sempre legato alla ricettività e all’offerta turistica.
    Non ultimo, sul fronte escursionistico legato anche ad aspetti storico- culturali, penso al recupero del sito di Barbazzano, che proprio domani prenderemo in concessione e che rientrerà quindi in concreto nella progettualità che l’amministrazione intende portare avanti sui siti collinari.
    Una località turistica di pregio come Lerici può offrire molto; per questo è fondamentale diversificare l’offerta turistica e puntare su tutte le risorse del territorio.
    Il progetto di recupero e promozione dell’area collinare, punta proprio ad offrire una valida alternativa al mare; oggi abbiamo gli strumenti per affiancare all’offerta balneare quella collinare, puntando sulla ricettività, sui prodotti tipici, sull’escursionistica, per fare di Lerici una meta turistica valida in ogni periodo dell’anno. Non solo, oltre alla componente prettamente turistica il progetto abbraccia anche due aspetti importanti, quali la messa in sicurezza del territorio e la crescita occupazionale”.

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