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    Ex Lerici mare in gara (12 May 2017)

    Gli ex Lerici mare: “In gara per sentimento e passione”

    Catia Tagliavini e Gioacchino Costa provano a ‘riprendere’ le spiagge gestite per anni. “Grazie a noi e alle nostre famiglie gli arenili sono diventati appetibili”.

    Gli ex Lerici mare: `In gara per sentimento e passione`

    Golfo dei Poeti - “E’ prima di tutto una questione affettiva, di sentimento”. Così Catia Tagliavini e Gioacchino Costa, ex soci Lerici mare, motivano la decisione di prender parte alla gara per l’assegnazione delle spiagge libere attrezzate di Lerici, arenili dai quali hanno dovuto levare le tende in seguito alla dissoluzione della partecipata comunale operata dall’amministrazione Paoletti. Certo, non c’è soltanto il sentimento, c’è anche la ragione, perché parliamo di imprenditori, di società (Venere azzurra per la Tagliavini, La Venere per Costa). Però c’è, come detto, un’altra componente, che ha spinto i due ex soci Lerici mare (partecipata che era in capo al Comune per il 51%, mentre il restante 49 era suddiviso equamente tra sette privati) a rimettersi in gioco provando a strappare quelle subconcessioni demaniali di cui invece contavano di poter disporre almeno fino alla deadline del 2020. La Tagliavini, con un’offerta robusta, è in lizza per i lotti 1 e 2 della Venere azzurra (dove ha operato fino alla scorsa estate), Costa per l’1 e per il ‘suo’ 3.

    “Parlare di spiagge, per noi – spiegano a CDS -, è parlare con orgoglio di storie familiari. Di qualcosa cominciato dai nostri genitori e che noi abbiamo portato avanti. Prima che intervenissimo, negli anni ’90, gli arenili di Lerici erano poco appetibili. Se le spiagge di Lerici sono un bene ambito è merito di chi se ne è preso cura anche quando non era economicamente vantaggioso. Di chi a suo tempo ha tirato via i sassi dagli scogli”.
    Questi i presupposti da cui partono Costa e Tagliavini. “Siamo imprenditori – dichiarano -, ma abbiamo il valore aggiunto della passione, la voglia di dare continuità a storie che hanno consentito al litorale di avere nel tempo servizi di qualità che hanno anche fruttato riconoscimenti quali Bandiera blu e Bandiera verde. Abbiamo creato imprese sane, con dipendenti e collaboratori, che però ci sono state tolte a nostro avvisto senza ragione”.

    Sulla presunta “illegalità” della Lerici mare, di cui tanto infuocatamente si sta parlando (e socialmente dibattendo) in questi giorni, i due imprenditori non hanno dubbi: “La Lerici mare non era illegale, anche i tribunali lo hanno detto”. E sui famosi e assai criticati patti parasociali, regole che hanno informato il funzionamento della partecipata liquidata poco dopo aver toccato la maggiore età, Costa e Tagliavini assicurano: “Una revisione? Sarebbe stata auspicabile. E comunque il Comune avrebbe avuto la forza di imporcela, con il suo 51%”.

    Occhi ora a domani, quando saranno svelate le offerte economiche avanzate dalle sedici realtà imprenditoriali in lizza. Sedici, e non quindici, perché la cooperativa sarzanese Alto Tirreno, in un primo momento esclusa (qui), è stata riammessa nell’agone. Preme ricordare, infine, che sull’intero scenario aleggia il ricorso al Tar (qui) presentato dall’ex presidente e socio della Lerici mare Gianni Pucci.

    Venerdì 12 maggio 2017 alle 09:32:00

     

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